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Davide Di Pasquale ai nostri microfoni

E’ tornato ai nostri microfoni il difensore rossoblu, Davide Di Pasquale, che ha subito commentato le decisioni dell’assemblea di LegaPro di venerdì scorso:
“Lo stop del campionato credo sia la decisione più giusta – le parole di Di Pasquale – Monza, Reggina e Vicenza meritano di andare in B, possiamo discutere invece sulla quarta promossa, quindi sul criterio del merito sportivo: è vero che è l’unico dato oggettivo su cui ragionare ma di sicuro non sarà una soluzione che metterà d’accordo tutti, bisognerà comunque prendere una decisione prima o poi. Aspettiamo il consiglio federale”.

Di Pasquale ha ripercorso poi tutta la sua carriera: “Sono cresciuto nelle giovanili del Pescara, dai giovanissimi fino alla Primavera di mister Oddo. In quella squadra c’erano giocatori del calibro di Torreira, Da Silva e Paolucci ed è stata un’esperienza molto formativa prima del salto nel calcio dei grandi avvenuto l’anno successivo a Giulianova. Lì mi sono confrontato subito con una piazza importante, con un pubblico caldo ed è stato molto importante per la mia crescita”.

Poi, prima dell’arrivo in rossoblu, un’esperienza in D con il Campobasso (2015-16).
“In realtà a gennaio sarei dovuto arrivare già alla Samb: mi chiamò mister Palladini e io non ci pensai due volte. Poi il trasferimento non si concretizzò subito e venne rimandato alla stagione successiva, quando la Samb, dopo aver vinto alla grande quel campionato di D, si apprestava ad iniziare la stagione in serie C. Ricordo ancora quel mio esordio con la vittoria per 2-1 a Macerata. Sono emozioni che mi porterò sempre con me”.

E quest’anno, alla quarta stagione in rossoblu, Di Pasquale è riuscito a farsi trovare pronto ai nastri di partenza dopo un brutto infortunio rimediato nel dicembre del 2018 durante Virtus Verona-Samb:
“Tornare a giocare una gara ufficiale dopo 7 mesi dalla rottura del ginocchio non era semplice. Ho lavorato sodo per riuscire a recuperare così in fretta e non smetterò mai di ringraziare Marco Minucci che mi ha seguito, insieme a tutto il suo staff, in quei mesi difficili. Devo tanto a lui. Come reputo la mia stagione? Positiva anche se potevo risparmiarmi quelle due espulsioni. Se non ci fosse stato lo stop sono sicuro che sarebbe stata la stagione con più presenze in campo da quando sono alla Samb. Futuro? Ho ancora un anno di contratto con la Samb, qui sto benissimo. Il problema sarà capire quale futuro si prospetterà per la serie C. Sicuramente, non sarà semplice per tante società andare avanti vista la crisi economica derivante dalla pandemia. Sarà fondamentale un intervento del governo volto a tutelare i presidenti di C e D. A questi livelli le società si reggono sulle aziende della proprietà e questo è un momento di difficoltà per tutti. Mi metto nei panni di un presidente che attualmente ha l’azienda che non sta andando, ovviamente penserà prima a salvare la sua attività principale. Per questo ci sarà bisogno di un intervento dall’alto per permettere alle società di sopravvivere con la defiscalizzazione, le casse integrazioni e con costi da sostenere molto più contenuti. Altrimenti qui c’è il rischio reale che tanti calciatori rimangano senza squadra e questo significherebbe per molti perdere il proprio lavoro: a queste categorie gli stipendi sono stipendi normali e tutti hanno famiglie da mantenere, mutui e bollette”.

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